Il gioco d’azzardo patologico (“azzardopatia” o “ludopatia”) è un disturbo del comportamento rientrante nella categoria diagnostica dei disturbi del controllo degli impulsi.

Nel 2013 il gioco d’azzardo è stato inquadrato nella categoria delle “dipendenze comportamentali”.

Ha una forte attinenza con la tossicodipendenza; infatti il giocatore d’azzardo patologico mostra una crescente dipendenza nei confronti del gioco d’azzardo, aumentando la frequenza delle giocate, il tempo passato a giocare, la somma spesa nell’apparente tentativo di recuperare le perdite, investendo più delle proprie possibilità economiche (facendosi prestare i soldi e coprendosi di debiti) e trascurando gli impegni della vita quotidiana.

Nell’era “multimediale” la figura del giocatore d’azzardo subisce una “evoluzione”: prima era facilmente individuabile, “segregato” nei luoghi a lui deputati, ora chiunque sia in possesso di un computer collegato a internet e di una carta di credito può diventare un giocatore compulsivo.

Il gioco on-line è estremamente pericoloso da questo punto di vista, perché nella solitudine della propria casa il giocatore non ha freni, né inibitori né pratici: ha infatti la possibilità di accedere al gioco sempre, senza incorrere nello sguardo giudicante altrui. Così manca la funzione socializzante del gioco, che diviene un rituale solitario e una compulsione. Anche qui, come in altre net-patologie, il soggetto rimane imprigionato in un circolo vizioso, al punto da trascurare, nei casi patologici, i rapporti umani, sociali e familiari.

In Italia la cura del gioco d’azzardo patologico è piuttosto recente. In alcune regioni i SerT (Servizi per le dipendenze patologiche delle ASL) hanno istituito specifiche équipe (composte da medici, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri) che si occupano di diagnosi e cura del gioco d’azzardo patologico.

Esistono inoltre associazioni che si occupano di auto mutuo aiuto.

Inoltre in Italia il 13 gennaio 2017 sono stati aggiornati i LEA (Livelli essenziali di assistenza) includendo anche i trattamenti per la ludopatia.